Steve McCurry. Icons and Women.

    Frammenti di un viaggio che fa tappa a Forlì.

    Musei San Domenico 26/09/15 – 10/01/16

     

    Nel cuore di Forlì, il complesso monumentale di San Domenico risalente al XIII secolo, dopo aver ospitato prima i monaci, poi i militari, oggi, a seguito di un’attenta opera di restauro, è un bacino pulsante di cultura, che da settembre risuona nelle orecchie come un click, lo scatto istantaneo di una macchina fotografica, quella dell’americano Steve Mccurry.

     

    Famoso ormai per il ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi propone nella città romagnola un percorso fatto di sguardi, storie e paesaggi. Scattato nel 1984, è il punto di arrivo di questo viaggio: ritrovare la ragazza afgana è stato il suo obiettivo per anni, il nostro sin dall’inizio della mostra. Quello che più colpisce dell’allestimento ideato da Peter Bottazzi è il suo continuo invito a proseguire, a tendere la mano per scostare i teli velati che incorniciano gli scatti. I tendaggi  infatti lasciano intravedere le immagini successive inducendoci a rispettare inconsapevolmente il percorso prestabilito.

     

    Le fotografie in versione oversize campeggiano imponenti sui veli neri con  colori vividi e corposi come a fendere il tessuto, come fari di luce nel buio, come gli occhi lasciati scoperti da un niqab. La terza sala è letteralmente un giro del mondo in cui veniamo accompagnati dal fotografo che, attraverso l’audioguida, ci parla in prima persona.

     

    A seguire un corridoio, sulle pareti una sequenza di scale verticali che si perdono nell’infinito di uno specchio, un effetto ottico vertiginoso, come a ricordarci che l’immagine affissa sui pioli di ognuna di esse non è altro che un solo istante di un’intera vita, una frazione di secondo tra passato e futuro. Il susseguirsi di situazioni paradossali, paesaggi magnifici, frammenti di guerra si arresta irrimediabilmente sullo sguardo delle donne, esplicite protagoniste, ma anche su quello di uomini e bambini restituitici con una messa a fuoco tanto minuziosa da sentirci quasi rapiti dall’intensità di quegl’occhi.

     

    Si prosegue per la galleria cercando di tenere a mente i preziosi consigli del pluripremiato fotoreporter : la fotografia è un alternarsi di situazioni in cui bisogna riconoscere al volo l’attimo irripetibile che ci sorprende inaspettatamente ed altre lente giornate passate ad aspettare sapientemente quel momento che forse non arriverà. È  una ricerca, che a volte ci premia, facendo di un’immagine un’opera d’arte, facendo di una donna un’icona.

     

    La premiazione avviene nell’ultima sala dove regna sovrana Sharbat Gula. Qui finisce il nostro viaggio e torniamo a casa a cuor leggero, consapevoli che, dopo quasi vent’anni, il maestro ha ritrovato la sua musa e l’ha celebrata, un’altra volta, con un nuovo scatto.

     

    Articolo e foto di Federica Faggiano


     

    FOTO GALLERY

    Clicca sulle anteprime per vederle a schermo intero

    Commenta con Facebook

    Commenta sul sito

    Matrix Themes Yeah!

    Matrix Themes

    Close